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Zooantropologia

Zooantropologia Assistenziale

(Attività/Terapia Assistita con Animali)

Chi ama gli animali sa bene che accarezzare il proprio cane o gatto rilassa e rende più sereni. La vita accanto ad un animale scelto ed amato è un’esperienza  straordinaria,  perché capace di portare alla luce ciò che di meglio c’è in noi e, nel contempo, perché ci trasporta  in una situazione di grande benessere.

La semplice presenza dell’animale, come dimostrano numerose ricerche,  è in grado di migliorare la parte emozionale della persona permettendo,  ad esempio,  di allargare la possibilità di incontri sociali, superando l’ isolamento, allontanando i pensieri negativi,  migliorando la fiducia in se stessi.
Non esiste persona che, almeno una volta nella vita, non si sia sentita inadeguata nei confronti del prossimo, con poca fiducia nelle proprie capacità e con la paura del confrontarsi con l’altro.

Questa stessa sensazione diventa, spesso,  comune a tutti coloro che si trovano in una situazione di disabilità fisica o mentale, negli anziani e nelle persone portatori di  malattie croniche o gravi.
E diventa,  quindi, uno dei principali problemi da affrontare affinché sia migliorabile la qualità della vita di queste persone.

Ma perché il ricorso al rapporto con l’animale? Perché il rapporto con l’animale è diretto ed autentico, perché l’animale non fa differenze, perché “vede” cose che noi non vediamo, perché il legame che crea è profondo, perché non ha reazioni che fanno pensare al rifiuto.

Al contrario, per l’animale esiste solo la gioia della reazione immediata, reazione che sa riempire il presente di significati positivi; l’animale tranquillizza con il suo semplice comportamento, le sue spontanee manifestazioni di affettività, con l’incondizionata generosità,  con la coerenza del comportamento, con la mancanza di giudizio e di censura.

Per l’animale non esiste diversità, non c’è minorazione o devianza; l’animale non rifiuta, non compatisce e considera ogni essere nella propria unicità. L’animale dona affetto e lo richiede con forza e la relazione con lui diventa capace di soddisfare il nostro bisogno di autenticità, di sentirci unici ed importanti così come siamo.

Cosa è la Attività e/o Terapia Assistita con Animali, quindi, di cui tanto si parla? La traduzione letterale, molto semplice, significa attività o terapia assistita dagli animali, intendendo la parola “pet” come animale da accarezzare, anche se si tratta di una definizione imprecisa e molto generica.
In realtà sarebbe più corretto parlare di Attività Assistite da Animali (AAA) o di Terapie Assistite da Animali (TAA), che hanno obiettivi ed operatività molto diversi.

Nelle Attività Assistite da Animali (AAA) l’obiettivo principale è quello del benessere della persona in senso lato e quindi i progetti saranno basati sul sostegno, sulla socializzazione, sulla rieducazione, sul gioco; nelle Terapie Assistite da Animali (TAA), invece, i progetti avranno una finalità di tipo sanitario.

Ciò non vuole assolutamente significare che la relazione con l’animale assume il valore di una “medicina alternativa”, ma solo che diventa di aiuto nel contribuire ad aumentare l’efficacia delle medicine tradizionali in uso e che può mettere il paziente nelle migliori condizioni per affrontare un percorso di guarigione o di accettazione.

In ambedue le attività ciò che rende possibile il miglioramento del benessere e della salute della persona è il  rapporto  che si instaura fra  fruitore  →    operatore  → animale, dove l’operatore guida tutti i momenti dell’incontro secondo gli indirizzi e nel pieno  rispetto di “Carta Modena”.

Diventa, quindi, evidente l’importanza che assume la formazione di chi andrà ad operare in questo ambito e che prevede una preparazione ad ampio raggio su ogni aspetto che sarà coinvolto nella relazione animale/fruitore (aspetti della relazione, caratteristiche dei fruitori, caratteristiche della struttura, obiettivi da raggiungere, ecc.),  al fine di tenere sempre sotto controllo la situazione e per evitare che l’utente possa, anche senza volere, tenere un comportamento inadeguato.

L’operatore, che si pone come “mediatore” tra animale e fruitore, deve pertanto assicurarsi che la relazione sia adeguata, utile e sicura garantendo, nel contempo,  lo stato di benessere del proprio animale che, in nessun caso, andrà mai forzato a fare cose che non voglia.

I nostri operatori hanno effettuato la formazione presso la Scuola di Interazione Uomo Animale e sono in possesso dell’attestato di Referee Pet Operator rilasciato dalla stessa.

Responsabile e coordinatrice Zooantropologia Assistenziale:
Anna Santunione Grandi.